Due preventivi per lo stesso pezzo possono differire del 40%. Ecco quali variabili pesano davvero sul costo di un progetto meccanico e perché.

Due preventivi, due numeri lontani

Un cliente ci ha mostrato due offerte per lo stesso componente: un supporto in alluminio per una linea di confezionamento. Una diceva 1.200 euro, l'altra 2.100. Stesso disegno, stessa quantità richiesta. La differenza non era nel margine di qualcuno: era in cosa i due studi avevano incluso nel prezzo.

Chi fa progettazione meccanica da anni lo sa: il costo di un progetto non dipende solo dalle ore passate al CAD. Dipende da quante variabili restano aperte quando si parte, e da quante ipotesi bisogna verificare prima di disegnare la prima linea.

Le voci che pesano di più

Non tutte le variabili contano allo stesso modo. Alcune spostano il preventivo di poco, altre lo raddoppiano.

  • Livello di definizione del brief: un cliente che arriva con un disegno 2D quotato costa meno di uno che porta solo uno schizzo e un'esigenza funzionale
  • Tolleranze richieste: passare da ISO 2768-m a un accoppiamento H7/g6 significa più tempo in analisi e spesso un giro di verifica in più con l'officina
  • Numero di iterazioni previste: un progetto validato al primo giro costa meno di uno che richiede tre revisioni dopo test funzionali
  • Necessità di calcolo strutturale: se serve una FEM per validare un carico, quella è una fase a parte, non un controllo veloce
  • Quantità e tipo di produzione: un pezzo unico prototipale ha logiche diverse da una piccola serie da industrializzare

Perché le tolleranze strette costano più del previsto

Qui si gioca gran parte della sorpresa nei preventivi. Un foro con tolleranza ±0,1 mm si quota, si disegna, si manda in produzione senza troppi giri. Lo stesso foro con tolleranza ±0,01 mm impone di ripensare il processo a monte: il progettista deve capire se la lavorazione prevista (fresatura, tornitura, rettifica) è in grado di garantirla in serie, non solo sul primo pezzo campione.

Succede spesso con clienti del settore automotive o alimentare, dove un accoppiamento funzionale stretto è reale e non estetico. In quei casi il tempo di progettazione include anche un confronto con chi lavorerà il pezzo, per evitare di disegnare una quota che in officina si trasforma in scarto.

Prototipo singolo o piccola serie: la differenza nel preventivo

Un prototipo funzionale destinato a un solo test ha un costo di progettazione concentrato quasi tutto nella fase di analisi e disegno: la geometria va bene se funziona una volta, il resto conta meno.

Una piccola serie da industrializzare, anche di poche decine di pezzi, aggiunge voci che il prototipo non ha: verifica della ripetibilità delle quote, scelta di un processo produttivo economicamente sostenibile su quel volume, a volte la progettazione di un'attrezzatura dedicata per il bloccaggio in lavorazione. Sono ore aggiuntive che un preventivo serio deve mostrare separate, non nascoste dentro una voce generica "progettazione".

Un preventivo leggibile è già un buon segnale

Le aziende manifatturiere della Campania con cui lavoriamo più spesso ci chiedono la stessa cosa: capire prima di firmare cosa è incluso e cosa no, non scoprirlo a metà lavoro con una variazione di prezzo. Un preventivo che separa analisi, disegno esecutivo, verifica FEM se prevista e supporto in fase di industrializzazione permette di confrontare offerte diverse su basi reali, non solo sul numero finale.

In CPPrototype il preventivo nasce dopo aver guardato il disegno o il pezzo fisico, non prima. È un passaggio che costa qualche giorno in più all'inizio, ma evita la sorpresa peggiore: un progetto che cambia perimetro a metà strada.

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